c14

“lasci un’orma attraverso cui tu stesso ti segui nel tempo e ti riconosci” franco battiato, “il mantello e la spiga”

di e con rosita mariani

musica originale e sound design igor sciavolino

video simone durante e rosita mariani

post produzione video max reale – arteV

assistente alla realizzazione cinzia severino

produzione rosita mariani, lucylab.evoluzioni, c.s.c. anymore

durata massima 20 minuti

 

c14 è un tuffo verso le origini dopo essersi persi in un adesso eterno.

Il fiume del movimento scava con un lavorìo continuo nelle memorie profonde: affiorano come fossili dal deserto strati di ricordi senza nome, tracce di qualcosa che in tempi incalcolabili è rimasto afferrato all’elica del dna, disciolto nell’acqua delle cellule, cristallizzato nelle ossa.

Le ombre hanno le zampe. Camminano sull’orizzonte di una nostalgia profonda e dall’identità incerta. Procedono lontano, muovendo la coda, sulle linee di paesaggi interiori provenienti da un altrove della mente e dell’anima.

 

“(…) il movimento del corpo evoca interi mondi, territori alieni o ere biologiche dimenticate.”   pier giorgio nosari – l’eco di bergamo

prima produzione 2004 – ripresa nel 2007 e più volte fino ad oggi

 

festival danza estate 2004 bergamo – prima nazionale

uscite d’emergenza 2004 milano

teatri del presente 2004 cinisello b. (mi)

lavori in pelle 2005 alfonsine (ra)

serata contemporanea 2006 laveno (va)

ich ohne mich 2007 aosta

under constuction 2008 aldes teatro san martino bologna

incursioni urbane festival danza estate 2011 bergamo

c_a_p 03 san giovanni in marignano

il terzo passo 6° festival della biodiversità 2012 parco nord milano

acquari apertura mostra 2013 acquario civico di milano

caffeine 06 – 2015 merate e brianza

 

immagine: “walking on me”, fotografia e elaborazione grafica di rosita mariani

C14 è una sorta di cantiere sempre aperto. All’inizio del processo di creazione sono partita da una domanda: che storia ho da raccontare in cui altri possano trovare la loro? La mia storia personale non mi sembrava così interessante, e tale continua a sembrarmi. La risposta mi è arrivata dalle ricerche sul movimento che stavo conducendo, che hanno aperto una porta sulla nostra storia di specie e sul nostro appartenere intrinsecamente alla natura e ai suoi fenomeni.

Partito, quindi, da un’intuizione sulla permanenza della memoria nel corpo delle persone, il progetto ha preso l’avvio nel 2004 dai primi esiti della ricerca sulle memorie motorie evolutive della specie umana. Il motore principale, in quella fase, è stata la curiosità di scoprire come nel movimento, anche in quello quotidiano, usiamo sistemi organizzativi che appartengono ad un passato lontanissimo, che oltrepassa i limiti della nostra storia di specie e si avventura fino a paesaggi archeozoici.

Nella stratificazione delle versioni realizzate finora si sono rivelate via via nuove questioni che hanno dato vita ad altri progetti in collaborazione con artisti che hanno voluto condividere alcune intuizioni e alcuni pensieri fisici. La questione delle origini, personali e di specie, è un tema che ne ha attivati altri: i comportamenti, il territorio, l’identità. La nostra storia ci racconta chi siamo, come individui, come esseri umani e come creature appartenenti alla Terra. Nel confronto con gli altri uno degli approdi è stato realizzare che quel patrimonio di memorie antiche ci accomuna tutti e ci fa essere uguali: nel movimento la nostra qualità umana più profonda risuona di ciò che siamo stati.

La questione della memoria rimane lo strato più profondo di C14. Diversi tipi di memoria restano nel corpo, memorie di specie, memorie emotive, memorie motorie. Nel farsi del lavoro, strato dopo strato, sono sopravvissuti solo i gesti necessari, quelli più profondamente impressi. La danza ogni volta si ricrea dal riaffacciarsi di una memoria corporea.

Rimane aperta una domanda: cosa lasciamo di noi?

 

a proposito del titolo

Il Carbonio-14 è un isotopo radioattivo del carbonio che si trova in natura. Tutti gli organismi viventi scambiano continuamente carbonio con l’atmosfera attraverso processi di respirazione e fotosintesi. Dopo la morte questi processi terminano e questo scambio non avviene più, poiché quando l’organismo muore, il Carbonio-14 comincia a diminuire, non essendo più introdotto con i processi vitali, e quello presente si trasforma in Azoto, il gas più diffuso nell’aria. La misura del livello di Carbonio-14 nei resti organici consente un calcolo dell’età dei reperti. Pur non essendone consapevoli, in questo modo tutti noi lasciamo una traccia, seppure temporanea, del nostro passaggio sulla terra. Alla fine, quando la traccia scompare, siamo diventati aria.

 

a proposito della musica

Un ipotetico mondo sonoro pre-paleolitico ricreato in laboratorio elettronico: scricchiolii di corteccia in lenta dilatazione, acque dense e fluenti, nuvole grandi come continenti che si spostano con lentezza esasperante sulla testa di ieratiche iguane giganti. Sensori a terra e microfoni aerei convogliano in un computer stimoli sonori provenienti dal movimento corporeo. L’imprevedibilità sonora innesca imprevedibilità dei gesti. L’imprevedibilità dei gesti produce suono cangiante e musicale.

Igor Sciavolino

 

C14 si offre in due versioni, una per il teatro e spazi non convenzionali compatibili con il linguaggio della danza, e un’altra, in una forma sintetica, destinata ad una fruizione urbana.

 

La versione scenica integra tra loro diversi elementi: movimento, danza, musica, creazione in real time di eventi sonori generati dal movimento attraverso microfoni e un software che trasforma i suoni in altri suoni o in strutture musicali, video proiettati sul corpo o su indumenti laddove possibile. Il set è molto leggero, tutto appare e scompare in poco tempo. La relazione stretta tra il corpo e il suono offre il senso dell’immediatezza degli eventi che accadono sulla scena.

Studiata appositamente per strade, piazze, cortili o aree naturali, la versione urbana si snoda su una striscia di tessuto bianco lunga 40 metri. Il pubblico, a distanza ravvicinata, godrà di un punto di vista favorevole alla percezione dei dettagli. La parte conclusiva si svilupperà in relazione al contesto in cui la linea sarà stata percorsa.

La scheda tecnica viene concordata ogni volta, a seconda dello spazio prescelto.

Clicca qui per vedere il video della performance.

Clicca qui per vedere l’interpretazione della performance con la collaborazione di Igor Sciavolino.

Per ulteriori informazioni o richieste sul nostro progetto:

ph. emilio de tullio
c14 caffeine 06 6 - ph. giampaolo rossi
c14 - ph. florindo rilli
c14 - ph, alessandra pagni 2
c14 caffeine 06 5 - ph. giampaolo rossi
c14 - ph. Alessandra Pagni
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